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CARLA: TI RACCONTO DI QUELLA VOLTA...


di Antdick
26.06.2026    |    12    |    0 6.0
"Il cazzo mi penetra l'ano, una lama di fuoco che mi fa lanciare un urlo di dolore che si trasforma subito in un gemito di piacere..."
Ti trovi qui con me, ora. Senti come il tuo respiro si fa più corto mentre ti parlo, mentre ti guido in questo viaggio dove ogni tuo desiderio più oscuro diventerà realtà. Io sono Monica, e tu sei qui per obbedire, per sentire ogni parola che esce dalla mia bocca come un ordine imprescindibile. Senti il calore tra le tue gambe? Già, lo sento anche io, un fuoco che divampa mentre ti preparo a vivere ciò che ho vissuto io stessa.

Cammino accanto a Ilaria, i nostri tacchi a spillo che perforano il parquet lucido della Reggia di Versailles come aghi che pungono la pelle liscia e sensibile. Ti immagini lì, con noi, a osservare come le mie gambe lunghe e snelle si muovono con la grazia di una predatrice, e come il mio vestito nero attillato disegna ogni curva del mio corpo di sessantenne che ancora fa girare la testa ai maschi. Il mio biondo platino, corto e spettinato, brilla sotto le luci del museo, e i miei occhi verdi ti fissano con un'intensità che ti fa tremare.
"Senti quell'odore?" ti sussurro mentre passiamo accanto a te. "È il profumo della cera antica, del marmo freddo, e soprattutto... del desiderio che si respira nell'aria." Le mie dita sfiorano quelle di Ilaria, un contatto che fa scattare scintille elettriche lungo la tua schiena. Vedo come il tuo sguardo si perde sul suo corpo: Ilaria, la mia compagna di avventure, alta solo 160 centimetri ma con un seno quarto che sbuca dal suo vestito rosso fuoco, capezzoli enormi che spingono contro il tessuto con gli anelli d'oro che luccicano come quelli delle vacche al pascolo.

I biglietti nella mia borsetta non sono semplici biglietti d'ingresso. Li peso, li sento caldi contro la mia pelle. "L'Esperienza Intima," recita la calligrafia elegante. Lo leggo ad alta voce per te, vedendo come i tuoi occhi si dilatano. "Sai cosa significa, vero? Non sono venuta qui per ammirare i quadri. Sono venuta per scopare, per essere presa, usata, riempita fino a far scoppiare la mia fica slabbrata dalle gravidanze e dal pugno che mi entra fino alla cervice."
Ti ordino di guardarla mentre cammino, di notare come i miei fianchi si muovono, come il mio sedere sodo oscilla sotto il vestito. "Vuoi toccarmi? Non puoi. Puoi solo guardare e immaginare mentre ti racconto tutto."

Ilaria mi lancia un'occhiata complice. I suoi capelli biondi, lunghi fino alle spalle, ondeggiano ad ogni passo. I suoi occhi azzurri sono pieni di promesse sessuali. Sappiamo entrambe perché siamo qui, oltre la magnificenza della Reggia. I biglietti sono un regalo audace e proibito del mi ex marito A. un porco un pervertito uno che ha sempre capito cosa mi più mi piaceva del sesso e io lo odio per questo e lo amo per questo; i biglietti promettono un'esperienza che trascende le visite guidate. L'idea aleggia tra noi, un segreto bollente che ci ha fatto bagnare le mutande già prima di varcare la porta. "Vuoi sapere un segreto?" ti chiedo con voce bassa e sensuale. "La mia fica è già fradicia. Sento lo scivolare dei miei umori lungo le cosce mentre cammino. E quella di Ilaria? È ancora più bagnata. La sento pulsare odora di desiderio, è come un cuore che batte tra le sue gambe."

Ci perdiamo quasi volutamente, lasciando che la folla dei turisti si allontani, attratti dalle sale principali. Noi cerchiamo qualcos'altro, una deviazione, un passaggio non autorizzato. Ti ordino di seguirci, di tenere il passo, di non perdere neanche un movimento. Lo troviamo: un piccolo corridoio buio, chiuso da una corda di velluto con un cartello "Vietato l'Ingresso".
Ci scambiamo un'occhiata carica di complicità e lo superiamo. L'atmosfera cambia subito. Il silenzio diventa pesante, rotto solo dal rumore dei nostri passi. "Senti il tuo cuore battere più forte?" ti chiedo mentre entriamo nell'oscurità. "Il mio sta per esplodere nel petto. È la paura e l'eccitazione, quella mescolanza che ti fa diventare tutta bagnata."
All'improvviso, due figure emergono dall'ombra. Sono i guardiani, alti e imponenti, la loro pelle scura che contrastava con le uniformi blu scuro. Il mio cuore batte forte. "Senti come il tuo corpo si irrigidisce?" ti sussurro mentre li vedo avvicinarsi. "I miei capezzoli si sono induriti fino a farmi male, e il mio clitoride pulsante batte come un tamburo di guerra."
"Siamo... perse," provo a dire in un francese stentato, indicando vagamente alle nostre spalle. "Cercavamo le... toilettes."
Si guardano, un sorriso quasi impercettibile sui loro volti. Non c'era tempo per capire. In un lampo, una mano robusta si aggrappa ai miei capelli, una presa ferrata che mi piega le ginocchia e mi costringe a terra. "Guarda!" ti ordino mentre il mio corpo colpisce il pavimento. "Guarda come mi piegano, come mi dominano. Non voltarti, non chiudere gli occhi. Devi vedere tutto!"

Un colpo secco e le mie palme sbattono sul freddo pavimento di pietra. Un urlo mi muore in gola. Accanto a me, vedo Ilaria sollevata da terra con la stessa facilità con cui si solleva un bambino. Le sue gambe si agitano nel vuoto, inutile. Dall'oscurità del corridoio ne arrivano altri due, poi un quinto. Eravamo circondate.

"Vedi come ci hanno circondate? Cinque uomini contro di noi. Cinque cazzi pronti a prenderci, a usarci, a riempirci." La mano nei miei capelli mi tiene la testa ferma, il collo teso. Non vedo arrivare il cazzo, ma lo sento. Un caldo piolo di carne, sodo e gonfio, mi si premette contro le labbra. L'odore è pungente, un misto di sudore, pelle e un sentore di piscio.
"Apri la bocca!" ti ordino come se fossi tu lì con me. "Apri la bocca e prendilo tutto. Devi sentire quel sapore, quell'odore che ti entra nelle narici e ti fa impazzire."
Chiudo gli occhi, un'ondata di repulsione e di un'eccitazione folle mi travolge. Apro la bocca e il cazzo nero e spiovente la riempie, spingendosi fino in fondo alla gola e farmi lacrimare. Inizio a pompare, un movimento meccanico, mentre i miei occhi cercano Ilaria. "Guarda la mia amica!" ti comando mentre succhio. "Guarda cosa le stanno facendo!"

La sua camicetta bianca è strappata, i seni tondi e pallidi spuntano fuori, i capezzoli già duri nell'aria fredda. Il quinto guardiano, un uomo massiccio con la barba rasa, si è chinato su di lei, succhiandole i seni con avidità. Ilaria geme, un suono basso e rauco. "Senti come geme? È il suono della pura voluttà, della troia che gode mentre viene usata."
La scena è un pugno nello stomaco, ma ciò che mi sconvolge di più è la consapevolezza del mio corpo. Le mie mutande, quelle che indosso da poche ore, sono fradice. Non di paura, ma di un'eccitazione umida e schifosa.

"Vuoi sapere la verità?" ti chiedo con la voce roca mentre continuo a succhiare. "Sono fradicia. Le mie mutande sono completamente bagnate. Non è la paura, è il desiderio di essere presa, scopata, riempita fino a scoppiare."
Continuo a succhiare il cazzo in bocca con una diligenza che mi sorprende, mentre l'uomo che mi tiene per i capelli mi dà un ordine secco. Mi costringe a girarmi, a mettermi carponi. "Guarda come mi mettono a quattro zampe come la cagna che sono!" ti urlo mentre mi manovrano. "Guarda come mi espongono, come mi rendono disponibile per i loro desideri più sporchi!"

Con un gesto brusco, mi calano i pantaloni fino alle ginocchia e strappano le mutande inzuppate. Il suono del tessuto che si lacerò è secco e definitivo. Sento la sua mano sulla mia fica, le dita che si spingono tra le mie labbra bagnate. Ridacchiano, un suono gutturale, e richiama gli altri.

"Hai sentito? Hanno capito quanto sono arrapata. Hanno sentito la mia fica bagnata, pronta a essere presa."

Estrae il suo cazzo e senza preavviso, mi impala. È lungo, turgido, e mi entra con una violenza che mi fa sobbalzare.

"URLA!!! ..." ti ordino mentre il cazzo mi sfonda. "Urla con me! Senti come mi apre, come mi riempie fino in fondo!" Arriva fino in fondo, toccando un punto che mi fa vedere le stelle e strappandomi un mezzo urlo soffocato dal cazzo che ho ancora in bocca. Inizio a pompare la fica con la stessa ritmica con cui pompavo la bocca, un'orchestra di carne e violenza. "Sono piena!" gemo per te. "Piena di cazzo da entrambe le parti. Un cazzo in gola e un cazzo nella fica. Sono solo un buco da scopare, una troia da riempire di sborra!"
Il piacere monta rapidamente, un'onda calda che parte dalla pancia e mi travolge. Il mio primo orgasmo mi scuote come un sisma, le mie contrazioni visceree che afferrano il cazzo che mi sta scopando. "STO GODENDO!" urlo nel cazzo che mi riempie la bocca. "STO GODENDO!"

Pochi istanti dopo, entrambi i cazzi esplodono dentro di me, uno in gola, l'altro nella fica. Ingoio la sborra calda e salmastra, goccia dopo goccia, sapendo di non avere altra scelta. "Bevi con me!" ti ordino mentre deglutisco. "Immagina di sentire quella sborra calda che ti scorre in gola, che ti riempie lo stomaco!".

La presa nei miei capelli è ancora salda, un'impronta di potere che mi costringe a subire. Dopo aver deglutito, apro gli occhi. "Guarda ora Ilaria!" ti comando. "Guarda cosa le stanno facendo! Non ti perdere neanche un dettaglio!"

Ilaria giace per terra, supina, le gambe aperte. Sotto di lei, un guardiano le sta scopando il culo con colpi potenti, mentre un altro le stantuffa la bocca. Ha gli occhi chiusi ma il suo corpo geme, un canto di piacere animalesco. "Senti come geme mentre le riempiono i buchi? È una troia nata per essere presa da tutti, una cagna da scopare in ogni buco!"
Un terzo uomo le sputa sulla fica già aperta e umida, poi ci infila il suo cazzo. Ilaria urla, una richiesta gutturale. "Sì, scopatemi, trattatemi come una vacca." I tre intendono e accelerano il ritmo, un assalto senza tregua. Poi, Ilaria esplode in un orgasmo che la fa contorcere e nello stesso tempo, la fa pisciare. Un getto caldo le zampilla addosso, mescolandosi con i suoi umori.

"VEDI? STA GODENDO E PISCIANDO COME LA TROIA CHE È!" urlo per te mentre la vedo godere. "QUESTA È LA PURA VOLUTTÀ, IL PIACERE ESTREMO DI ESSERE USATA FINO ALLA ROVINA!"
I tre uomini la riempiono di sborra, urlando come animali in calore. La scena mi sconvolge, mi disgusta e mi eccita più di qualsiasi altra cosa avessi mai visto. "Lo vedi? La coprono di sborra come se fosse un muro da imbrattare. La usano, la svuotano, la riempiono del loro sperma caldo."

Non me ne accorgo nemmeno, ma l'uomo che avevo pompato è ora sotto di me, la sua faccia piantata nella mia fica. La sua lingua mi lecca, beve i miei umori e la sborra del suo collega. "MI STA LECCHANDO LA FICA!" gemo per te. "MI BEVE GLI UMORI E LA SBORRA! MI LECCA FINO IN FONDO!"
Sono bagnata come non mai, e quando un altro cazzo mi penetra la fica, entra quasi senza resistenza. È largo, i suoi colpi lenti e profondi mi fanno sentire ogni centimetro. "UN ALTRO CAZZO NELLA MIA FICA!" urlo. "SONO DI NUOVO PIENA, RIEMPITA FINO ALLE STELLE!"
Poi sento un'altra pressione, più indietro. L'uomo che mi ha scopato la fica ora posa il suo cazzo sul mio culo. "NO, NON LÀ!" grido, ma la sua spinta è poderosa. Il cazzo mi penetra l'ano, una lama di fuoco che mi fa lanciare un urlo di dolore che si trasforma subito in un gemito di piacere.
"MI HANNO SFONDATO IL CULO!" urlo per te. "SONO PIENA DI CAZZI! UNO NELLA FICA E UNO NEL CULO! DUE CAZZI CHE MI SCOPANO INSIEME!"
Sono piena, incredibilmente piena e i due corpi estranei si muovono all'unisono, scopandomi le viscere e facendomi godere come una troia ad ogni colpo. "MI STANNO SCOPANDO ENTRAMBI I BUCHI!" gemo. "MI STANNO DISTRUGGENDO, USANDO, SVUOTANDO! SONO SOLO UNA TROIA DA SCOPARE FINO ALLA MORTE!"
Con una mano, uno di loro trascina Ilaria sotto il mio viso, le sue gambe ancora aperte. La mano nei miei capelli mi spinge verso la sua fica, un miscuglio di sborra, piscia e umori che ancora cola. "LECCA LA FICA DI ILARIA!" mi ordinano. "LECCA TUTTA LA SBORRA E LA PISCIA!"

Non ho scelta. La mia lingua lecca le sue labbra gonfie, poi sale al clitoride. "STO LECCANDO LA FICA DI ILARIA!" ti sussurro mentre la mia lingua le esplora i recessi umidi. "LE LECCO LA SBORRA, LA PISCIA, I SUOI UMORI! È IL SAPORE DELLA PURA DEGRADAZIONE!"
Ci giro intorno, lentamente, poi più velocemente. Ilaria geme, un suono che mi dice che sto facendo un buon lavoro. "MI STAI LECCANDO BENE!" urla Ilaria. "MI LECCHI LA FICA COME LA CAGNA CHE SONO! SÌ, COSÌ! CONTINUA A LECCARMI!"

I colpi nei miei buchi si fanno più forti, più profondi. Sento l'orgasmo che monta, partendo dal culo e risalendo lungo la schiena fino alla testa. "STO PER GODERE!" urlo nella fica di Ilaria. "STO PER GODERE CON DUE CAZZI NEI MIEI BUCHI!"

Mi contorco, urlo, la mia fica diventa un lago. Mordo il clitoride di Ilaria, e lei reagisce sborrandomi in faccia con un urlo liberatorio. Anche i due che mi stavano scopando gridano, riempiendomi di nuovo di sborra calda. "MI HANNO RIEMPITO DI SBORRA!" urlo estasiata. "SBORRA NELLA FICA E NEL CULO! SONO UNA SPUGNA DI SBORRA!"
Ora tocca a lei. La costringono a leccarmi la fica, a bere la sborra che mi cola fuori mentre altri due la scopano il culo. "LECCA LA MIA FICA!" le ordino. "BEVI TUTTA LA SBORRA CHE MI COLA FUORI! BEVI COME LA TROIA CHE SEI!"
Ho un cazzo in bocca e ne stringo altri due con le mani. "SONO UNA MACCHINA DEL SESSO!" urlo mentre li masturbavo. "UNA TROIA DA USARE COME SI VUOLE!"
Arriva un altro orgasmo, così intenso che mi fa pisciare in bocca a Ilaria. "STO PISCIANDO IN BOCCA A ILARIA!" urlo mentre il getto caldo le inonda il viso. "BEVI LA MIA PISCIA! BEVI TUTTA!"

Siamo stremate, quasi svenute. I cinque guardiani si avvicinano, formando un cerchio intorno a noi e iniziano a masturbarsi. "CI COPRIRANNO DI SBORRA!" gemo per te. "CI TRATTERANNO COME DEI WC!"
Poi, all'unisono, esplodono in una pioggia di sborra e piscia. Ci coprono il viso, il corpo, i capelli. "PIOVE SBORRA E PISCIA!" urlo mentre i getti ci colpiscono ovunque. "CI STANNO INNONDANDO COME CANI!"

Bevo, lecco, la mia lingua si intreccia con quella di Ilaria in un bacio finale, disperato e sordo. "CI STIAMO BACIANDO NELLA SBORRA E NELLA PISCIA!" gemo mentre le nostre lingue si uniscono. "CI BACIAMO COME DUE TROIE COPERTE DI LIQUIDI CORPOREI!"

Quando riapro gli occhi, è buio. Ilaria è distesa accanto a me, immobile. Siamo sole. I vestiti sono laceri, la fica e il culo mi fanno male con un pulsare sordo. Non ci parliamo durante il tragitto di ritorno. Ma nel silenzio, sappiamo entrambe che qualcosa è cambiato per sempre.

"Ora torna a me," ti ordino con voce dolce ma ferma mentre la storia finisce. "Torna qui con me. Senti come il tuo corpo trema ancora, come sei ancora bagnato mentre ti raccontavo tutto. Hai sentito ogni urlo, ogni gemito, ogni colpo di cazzo. Hai assaggiato la sborra e la piscia con noi."

Mi avvicino a te, il mio corpo ancora tremante per l'esperienza vissuta. Le mie mani ti accarezzano il viso, i miei occhi verdi ti fissano con una nuova intensità. "Da quel giorno," ti sussurro mentre le mie labbra si avvicinano alle tue, "avremmo avuto bisogno l'una della fica dell'altra. Come io ora ho bisogno di te."
Ti bacio lentamente, profondamente, un bacio che sa ancora della sborra e della piscia di quella notte, ma che ora è carico di un nuovo significato. Le mie mani scendono lungo il tuo corpo, scoprendo la pelle, sentendo come tremi sotto il mio tocco.

"Sei mia," ti sussurro contro le tue labbra. "Ora sei mia. E ti amerò, ti scoperò, ti userò come nessun altra ha mai fatto. Sarai mia, come Ilaria è stata mia. Saremo le nostre troie, le nostre amanti, le nostre tutto."

Ti spoglio lentamente, ogni gesto carico di desiderio e possesso. Il mio corpo nudo si preme contro il tuo, la mia fica ancora bagnata si appoggia alla tua pelle. "Ti prenderò," ti prometto mentre le mie dita iniziano a esplorarti. "Ti prenderò in ogni buco, ti riempirò di tutto, ti amerò fino a distruggerti e poi ti ricostruirò come mia."
La nostra notte è appena iniziata, e insieme scopriremo nuovi abissi di piacere, nuove forme di amore e degradazione. Io sono Monica, tu sei Carla, tu sei mia e insieme esploreremo ogni desiderio, ogni fantasia, ogni limite. Preparati, perché ora l'avventura vera sta per cominciare.
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